Hello world!!!

Sono una mantenuta!

Vedi, ci sono state volte che avrei potuto perdere la testa.
DIO però mi ha mantenuta sana. (Isa. 26:3)

Ci sono state volte che pensavo di non poter andare avanti,
Il SIGNORE però mi ha mantenuta in movimento. (Gen. 28:15)

Certe volte volevo strillare contro quelli che mi aggredivano senza ragione
Il SIGNORE però ha mantenuto la mia bocca chiusa (Salmi. 13)

Altre volte penso che i soldi quasi non bastino,
DIO però ha mantenuto le luci accese, l’acqua,
la mia auto pagata, la casa, ed altro ancora. (Matt. 6: 25-34)

Quando pensavo di non farcela, EGLI mi ha mantenuta su.

Quando pensavo di essere debole, EGLI mi ha mantenuta forte!
(1 Pie. 5:7, Matt. 11: 28-30)

Potrei continuare all’infinito, ma sono sicura che mi senti!

Sono beata di essere ‘mantenuta’.

Conosci una ‘mantenuta’?

Se sì, dille che è davvero ‘mantenuta’!

Mantenuta’ dall’Amore e dalla Grazia di Dio.

Marjorie Kehe

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

A Wise Woman

Omaggio a Maya Angelou, la voce indimenticabile della poesia Usa. L’autrice statunitense trovata morta nella sua casa nel North Carolina il 28 maggio 2014.

 

Maya-angelou

“A wise woman wishes to be no one’s enemy;

a wise woman refuses to be anyone’s victim.”

“Listen to yourself and in that quietitude you might hear the voice of God.”

Maya Angelou (1928-2014)

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

L’ Amore è la sola risposta alla solitudine

 

Oggi la gente è affamata d’amore,

Madre Teresae l’amore è la sola risposta

alla solitudine e alla grande povertà.

In alcuni paesi non c’è fame di pane,

la gente soffre invece di terribile solitudine,

terribile disperazione, terribile odio,

perché si sente indesiderata,

derelitta e senza speranza.

ha dimenticato come si fa a sorridere,

ha dimenticato la bellezza del tocco umano,

ha dimenticato cos’è l’amore degli uomini.

Ha bisogno di qualcuno che la capisca e la rispetti.

 

Madre Teresa di Calcutta

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Se io fossi…

amore

 

Se io fossi la luce illuminerei l’universo intero;

se io fossi la voce, ai bimbi tristi canterei;

se io fossi un’emozione, tutti i cuori toccherei;

se io fossi l’onestà renderei ognuno più sincero.

 

Se io fossi un sorriso andrei da un viso triste e severo

e con un po’ d’aiuto in un volto felice lo trasformerei;

se io fossi una stella, io ti guiderei

e darei luce a ciò che è spento e nero.

 

Se io fossi un aquilone lascerei tra le nuvole una scia di fantasia;

se io fossi una magia caccerei il cattivo umore

e dalle bruttezze del mondo volerei via.

 

Se io fossi una parola, scritta con il cuore,

un puntino in fondo ad una lunga poesia,

non ho dubbi: vorrei essere l’amore.

 Melissa Dovico (12 anni)

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Papa Francesco e la libertà del gabbiano

Tutti-pazzi-per-il-gabbiano-sulla-cappella-Sistina_h_partbQuando il mercoledì della fumata bianca un gabbiano si è posato sul comignolo della Cappella Sistina, un brusio misto a risate si è levato da piazza S. Pietro gremita fino all’inverosimile da pellegrini in attesa. Da quel comignolo, proprio da quello, ci si aspettava da un momento all’altro la fumata (bianca o nera che fosse) che comunicasse al mondo l’esito del Conclave. E invece è apparso lui. Questo gabbiano è stato inquadrato per lunghi minuti dalle televisioni di tutto il mondo e la sua immagine è apparsa a milioni di fedeli di tutte le nazionalità. Certo quella piccolissima piattaforma metallica, neppure piatta ma conica, non doveva rappresentare una confortevole sistemazione per riposarsi, tuttavia e con grande sorpresa di tutti, il gabbiano in questione non ne voleva sapere di volare via. E’ rimasto così per più di trenta minuti e pareva osservare dall’alto con aria distratta la sterminata folla che gli stava di fronte. Questo strano evento mi ha profondamente colpito. Si tratta forse di un segno premonitore, di un simbolo per l’umanità in attesa? In quei momenti mi sono ricordato che l’immagine del gabbiano è, come le api e il pastorale, emblema di Sant’Ambrogio, patrono di Milano. Allora è chiaro… il nuovo pontefice sarà certamente il Cardinale Scola. Mi sbagliavo. E’ vero, quel gabbiano simboleggiava qualcosa… ma non il nome del nuovo pontefice, ma qualcosa di più importante per tutta l’umanità. In tutta la tradizione sia religiosa che laica il gabbiano è infatti il simbolo della libertà, perchè vola negli spazi sconfinati del mare e degli oceani. Nel libro di R. Bach “Il gabbiano Jonathan Livingstone” il protagonista è un giovane gabbiano che compie un viaggio di ricerca interiore verso il senso dell’esistenza, verso l’esperienza e l’accettazione della vita. Innalzandosi sulle onde del mare questo uccello diventa il simbolo della libertà che non può essere limitata in alcun modo e che conduce all’accettazione totale della propria esistenza. Questo nuovo Papa, Francesco, sembra incarnare e realizzare pienamente questo straordinario dono che si chiama libertà. Fin dalle sue prime parole ha scardinato con un solo colpo e davanti al mondo intero una serie di stereotipi e di costrizioni che per troppo tempo hanno limitato e costretto l’agire di molti Papi. Con i suoi gesti e le sue parole è arrivato come una spada affilata a colpire il cuore di credenti e non credenti, umili e potenti, parlando non da Papa, ma da fratello dell’umanità. Abbiamo sentito improvvisamente un sapore a cui non eravamo ormai più abituati, il sapore della libertà. Cristo ha detto Io sono la Verità, e la Verità vi farà Liberi. Allora che dire? Benvenuto signor gabbiano, benvenuto Papa Francesco… benvenuta libertà!

Giorgio Ricci Ordinario di BiochimicaUniversità di Tor Vergata

Corriere della Sera

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

La crisi odierna

Einstein

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.

L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito.

E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.


Albert Einstein

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Confortando Boston, una prospettiva della Scienza Cristiana

Originariamente pubblicato sul numero del  15 aprile 2013 su The Christian Science Monitor – CSMonitor.com

boston

Comforting Boston

Gli attentati alla maratona di Boston avvenuti lunedì pomeriggio hanno lasciato una città in cerca di conforto

Le maratone, tra cui quella di Boston, celebrano il coraggio, la resistenza, la forza, la libertà e la gioia, e non si può permettere che gli attentati che hanno avuto luogo all’evento di quest’anno pronuncino l’ultima parola.

La libertà non può essere depredata dalla paura e l’amore non può essere sostituito dall’odio. Le nostre preghiere – ovunque ci troviamo e a prescindere dalle nostre convinzioni religiose – sono in grado di dimostrare questo. E mentre preghiamo, possiamo abbracciare nei nostri cuori e nei nostri pensieri tutti coloro che sono rimasti feriti, le famiglie che hanno perso i propri cari, e coloro la cui gioiosa partecipazione ora può sembrare adombrata dalla paura e dal dolore.

Per loro, e per tutti gli altri, il conforto dell’Amore divino è presente, in questo momento, ed è un potente redentore. La parola “conforto” deriva da due parole latine (cum + fortis), che significano “con forza”. Questo è il tipo di conforto che è presente per coloro che sono rimasti direttamente colpiti, per la polizia e per gli altri funzionari che si sforzano di trovare soluzioni, per tutti coloro che sono in qualche modo coinvolti in questo evento.

Con forza, l’Amore divino, Dio, è con tutti gli afflitti. Il profeta Isaia – che dovette affrontare la sua dose di violenza – parlò per esperienza quando disse di Dio: “Come un uomo cui sua madre consola, così io consolerò voi” (Isaia 66:13).

Con forza, l’Amore divino parla a tutti coloro che sono spaventati, compresi i visitatori della città che potrebbero sentirsi persi in un luogo sconosciuto. La presenza dell’Amore li consola, li protegge e li guida a prendere decisioni intelligenti, per la sicurezza e la pace.

Con forza, la Verità divina, Dio, è con coloro che cercano risposte a questi eventi e che stanno anche cercando di contribuire a portare pace e sicurezza nella città.

Con forza, ognuno di noi può respingere la convinzione che l’oscurità mentale dietro a questi eventi possa derubare il bene e caricare la gente di angoscia e paura. La nostre preghiere possono insistere sul fatto che l’amore di Dio è presente e che questo amore non può mai essere portato via da nessuno dei Suoi figli. Nel suo libro “Scienza e Salute con Chiave delle Scritture“, Mary Baker Eddy scrive: “[…] Gesù insegnava che il regno di Dio è intatto, universale, e che l’uomo è puro e santo” (pag. 477).

Date le numerose situazioni di Gesù affrontò – incluso il terrorismo del suo tempo – la sua convinzione incrollabile nel potere di Dio di guarire, anche nelle circostanze più disperate, dà speranza e forza a tutti coloro che amano Dio e che pregano perché la Sua bontà possa essere visibile ora, in questo preciso momento. La convinzione di Gesù che Dio poteva soddisfare ogni necessità può rafforzare le nostre preghiere. Egli non sperava soltanto che la bontà di Dio avrebbe prevalso, ma si aspettava che ciò sarebbe avvenuto. Dietro a questa convinzione vi era la sua consapevolezza del Cristo, che la Scienza Cristiana spiega come la relazione spirituale tra Dio e l’uomo, tra l’Amore infinito e la sua discendenza spirituale.

Il potere – Cristo dietro alle guarigioni operate da Gesù è presente in ogni uomo, donna e bambino – a Boston e oltre. Questo è il potere che “conforta gli afflitti” – non solo con un braccio intorno alle spalle (per quanto tenero esso sia), ma con qualcosa in più: è stata ed è una consolazione che agisce “con forza”.

Questo è il nostro conforto e il conforto che le nostre preghiere possono portare a tutti.

Rosalie E. Dunbar, redattore capo delle riviste della Scienza Cristiana

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS